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A.B. 3 gennaio 2015
Duro attacco del capogruppo dei Riformatori Sardi-Liberaldemocratici in Consiglio Regionale Attilio Dedoni, che replica ai commenti fatti dall’assessore regionale al Bilancio dopo seguito la manifestazione sulla vertenza entrate organizzata dal partito a Cagliari
«Paci è l’unico che mente sapendo di mentire»


CAGLIARI - «Se nella triste vicenda delle entrate erariali che lo Stato deve alla Sardegna c’è qualcuno che mente sapendo di mentire, quello è proprio l’assessore Paci che, dall’alto della sua presunta, superiore erudizione accademica, ha già fatto tanto danno all’Isola e alle casse della Regione, e che per questo farebbe bene a togliere al più presto il disturbo e a cedere il posto a chi meglio di lui può essere in grado di far ottenere ai sardi tutte le risorse che spettano loro secondo il dettato dello Statuto di Autonomia». Questa la replica del capogruppo dei Riformatori Sardi–Liberaldemocratici in Consiglio Regionale Attilio Dedoni, ai commenti fatti dall’assessore regionale al Bilancio Raffaele Paci [LEGGI], dopo la manifestazione sulla vertenza entrate organizzata dal partito a Cagliari.

«L’assessore sa perfettamente che il centrodestra non ha iscritto in bilancio le entrate previste per la compartecipazione alle accise sui carburanti, pur avendo inserito nella legge finanziaria la norma per la regionalizzazione delle accise, perché quella norma doveva servire proprio ad aprire un nuovo fronte di rivendicazione nei confronti dello Stato e che solo una volta che ci fosse stato formalmente riconosciuto tale diritto avremmo potuto iscrivere le entrate in bilancio - spiega Dedoni - Proprio Paci, però, firmando il famigerato accordo-capestro con il ministro Padoan, si è impegnato a ritirare i ricorsi per il riconoscimento delle entrate di cui all’art.8 dello Statuto, comprese le accise, e a non presentarne di nuovi. Quindi, se non è possibile iscrivere nel bilancio regionale per il 2015 le entrate derivanti dalle accise sui carburanti prodotti in Sardegna, che ammontano ad almeno un miliardo di euro all’anno, la colpa è solo ed esclusivamente dell’assessore Paci e del suo asservimento al Governo targato Pd. Ne è ulteriore prova il fatto che sono stati due consiglieri regionali dei Riformatori a doversi sostituire alla Giunta Regionale inadempiente richiedendo, nell’interesse della Regione, di costituirsi in giudizio davanti alla Corte Costituzionale per difendere la norma sulle accise impugnata dall’Esecutivo nazionale».

«Infine, l’ultima beffa, legata ancora allo scellerato "Patto Pp” - conclude il capogruppo - Con l’introduzione del principio del pareggio di bilancio, infatti, la Regione potrà spendere tutti i soldi che incassa, senza più il vincolo del patto di stabilità. Ciò significa che la sfida, per la Giunta, si sposta dal far quadrare i conti nonostante i tetti di spesa che si facevano di anno in anno più stringenti al reperire quante più risorse possibile perché, d’ora in avanti, ogni singolo centesimo che entra nelle casse di Viale Trento potrà essere speso. Per questo, rinunciare a cuor leggero a oltre un miliardo di euro all’anno, soldi che ci sono riconosciuti da una legge costituzionale dello Stato italiano, è un gesto quanto mai irresponsabile al cospetto dei sardi ridotti sul lastrico dalla crisi economica e dovrebbe spingere l’assessore Paci, se ne è capace, a un serio esame di coscienza che può avere un unico esito: lasciare libera la poltrona di assessore».

Nella foto: il capogruppo dei Riformatori Sardi–Liberaldemocratici in Consiglio Regionale Attilio Dedoni
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