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S.I. 7 gennaio 2015
«Le polemiche sulle entrate sono un rumore di fondo con cui bisogna convivere». E’ il pensiero dei consiglieri regionali di Sardegna Vera Efisio Arbau, Gaetano Ledda, Michele Azara e Raimondo Perra rispetto alla polemica sulle accise dei Riformatori
«Zona Franca si fa con grossi vantaggi»


CAGLIARI - «Le polemiche sulle entrate sono un rumore di fondo con cui bisogna convivere». E’ il pensiero dei consiglieri regionali di Sardegna Vera Efisio Arbau, Gaetano Ledda, Michele Azara e Raimondo Perra rispetto alla polemica sulle accise dei Riformatori. «Non c’è tempo da perdere con sterili polemiche su quello che poteva essere e non è stato ma ci dobbiamo concentrare su quello che potrà essere davvero praticato a favore della nostra comunità». I quattro consiglieri pensano alle entrate e alla zona franca: «abbiamo un'idea talmente semplice che poteva essere praticata da tutti in tempi brevi, senza strumenti legislativi, accordi con lo Stato e benché meno autorizzazioni europee. Si, un vero e proprio uovo di Colombo che speriamo diventi quello di Pigliaru e quindi dei sardi» dicono il capogruppo Arbau e gli altri componenti del gruppo.

«Pensiamo, infatti, - sostengono – che se lo stabilimento della Saras (la più grande industria sarda che rappresenta un terzo del Pil dell’isola) venisse inserito all'interno del perimetro del punto franco di Cagliari (come già stabilito dal disegno di legge 75 del 10 marzo 1998 “Norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Sardegna concernenti l’istituzione della zona franca”), garantiremmo un vantaggio fiscale enorme alla più grande raffineria del Mediterraneo».


Secondo il disegno di Sardegna vera questo potrà avvenire in seguito ad un accordo tra la Regione Sardegna e la Saras con quest’ultima che trasferisce nell’isola i depositi commerciali attualmente posti nel continente ed in Spagna. Tutto questo porterebbe nelle casse della Regione circa un miliardo di euro di accise che oggi (per legge) la Saras “paga” nelle regioni in cui vengono posti in vendita i prodotti petroliferi.

«Questi soldi (un miliardo di euro) – secondo Sardegna vera - devono essere utilizzati per tagliare le tasse alle nostre imprese». In sintesi: a diritto vigente, diamo un vantaggio economico alla società che garantisce una buona parte del nostro Pil (quasi 12 miliardi di euro su 33 totali); portiamo un miliardo nelle casse regionali con il quale pagheremo buona parte delle tasse delle aziende sarde, con una fiscalità di vantaggio reale.
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