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Cagliari OgginotiziecagliariCronacaTrasporti › Biglietti aerei per i sardi alle stelle. «Gli scali lucrano su Continuità»
Stefano Idili 14 gennaio 2015
Viaggiare in aereo per i sardi è sempre più costoso. La Continuità Territoriale non impedisce ai biglietti di raggiungere il doppio rispetto le tariffe prefissate. Questo per colpa delle tasse aeroportuali degli scali della Penisola. Denuncia del consigliere regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci
Biglietti aerei per i sardi alle stelle
«Gli scali lucrano su Continuità»


CAGLIARI - Alla fine la brutta sorpresa arriva sempre. Quando, per diversi motivi, si deve viaggiare ci si imbatte nei costi sempre più esosi dei biglietti aerei. E questo per i sardi, vista la continuità territoriale, è un ulteriore schiaffo. Prezzi sempre più alti per raggiungere le maggiori città italiane. Da Alghero o Cagliari arrivare a Milano costa 83 euro. Un'enormità per un'unica tratta. La colpa sarebbe delle tasse introdotte dagli scali fuori dalla Sardegna. Cagliarioggi questa mattina (mercoledì) ha contattato telefonicamente il consigliere regionale Ugo Cappellacci che ha commentato tale situazione.

«Se con la Finanziaria Prodi-Soru i costi della continuità aerea sono stati accollati alla Sardegna, appare profondamente ingiusto che i benefici di uno sforzo finanziario sostenuto dalla Regione per abbattere il costo dei biglietti vengano significativamente attenuati a causa delle tasse aeroportuali degli scali della Penisola, che fanno rialzare il prezzo» il commento del consigliere di Forza Italia e già presidente della Regione Sardegna. «E’ questo meccanismo perverso – prosegue l’esponente azzurro -, che nelle rotte coperte dalla continuità territoriale 1 porta il costo per i passeggeri da una base di 45 e 55 euro, secondo la tratta, ad oltre 75 e 80 euro. In altre parole – spiega Cappellacci - la Sardegna sostiene un costo e gli aeroporti di Milano e Roma lucrano in maniera parassitaria per ogni passeggero in più, e sono molti, che transita per i loro aeroporti».

«Se lo Stato centrale non considera una questione nazionale i collegamenti con una porzione significativa del suo territorio, che è l’unico a vivere in pieno una condizione di insularit, e la Sardegna sostiene i costi della continuità, non è pensabile che questo impegno gravoso non solo non incontri alcuna compensazione, ma che addirittura in parte venga “predato” da altri territori. Poiché il passaggio dei costi della continuità aerea dallo Stato alla Sardegna rientrava nel più ampio accordo sulle entrate, delle due è l’una: o si rinegozia questo aspetto, prevedendo eque compensazioni a favore della Sardegna, alla quale non si possono chiedere gli stessi sacrifici di altre Regioni (visto che paga di tasca propria questa ed altre voci come la Sanità) oppure lo Stato si deve fare carico affinché i collegamenti con le isole non siano più oggetto di un’iniqua e sbilanciata tassazione aeroportuale».

Nella foto: Ugo Capellacci
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