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S.I. 15 gennaio 2015
Non è più previsto il finanziamento della mobilità studentesca internazionale (3.2 milioni nel 2013) fattore formativo decisivo per inserire i nostri giovani nel contesto culturale internazionale ed indicatore di premialità per il Ministero
Cagliari, Rettore: «Politica difenda atenei sardi»


CAGLIARI - Non è più previsto il finanziamento della mobilità studentesca internazionale (3.2 milioni nel 2013) fattore formativo decisivo per inserire i nostri giovani nel contesto culturale internazionale ed indicatore di premialità per il Ministero. Il finanziamento per la ricerca subisce un ulteriore taglio di 7 milioni sulla legge regionale 7/2007, pari a quello già subito nell’assestamento 2014, la somma stanziata per i due Atenei (5 milioni) è del tutto inadeguata per dare continuità ai progetti in corso che stanno decisamente migliorando l’accreditamento nel sistema scientifico internazionale. E il finanziamento per le borse di specializzazione mediche e non mediche viene quasi dimezzato passando da 11 milioni nel 2014 a 6.900.000 creando una ulteriore penalizzazione nel diritto allo studio dei giovani ed alla formazione del capitale umano regionale.

Questi i principali rilievi mossi alla proposta di Manovra finanziaria per il 2015/17 dal Rettore dell’Università di Cagliari Giovanni Melis in merito a voci significative nelle politiche attive a favore dell’Università, nel corso dell’audizione in Consiglio regionale. «L’Ateneo di Cagliari, anche grazie al sostegno lungimirante dell’amministrazione regionale – ha detto Melis - ha fino ad oggi attenuato gli effetti delle politiche ministeriali e mantiene in equilibrio l’indice di solidità economica-finanziaria, parametro che il Ministero utilizza per consentire il recupero del turnover e per l’attivazione di corsi di laurea”, ma “l’introduzione del criterio del numero degli studenti regolari nell’attribuzione del finanziamento ministeriale fa emergere difficoltà strutturali negli Atenei Sardi e meridionali».

«Quanto meno nel breve periodo è molto difficile ridurre il numero degli studenti fuori corso, quando, come emerge dai test Invalsi, le competenze in ingresso dei giovani immatricolati sono decisamente inferiori di quelle dei coetanei del Centro-Nord Italia. Inoltre i servizi per il diritto allo studio sono meno efficaci, determinando difficoltà nell’accesso agli studi e un forte tasso di pendolarismo, che non aiuta nella regolarità degli studi e penalizza l’attrazione di studenti da altre Regioni». «Per contrastare il tendenziale ridimensionamento del sistema universitario regionale – ha concluso il Rettore - è fondamentale che la classe politica regionale ponga con forza all’attenzione del Governo le specificità degli Atenei sardi e che il sostegno al sistema universitario attuato negli ultimi anni non venga meno».
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